Argentieri “lo Spartano” a caccia dell’Illasi

17 Febbraio 2016

Dylan-Argentieri

Con la barba nera e il profilo greco sarebbe stato perfetto per la parte di Leonida nel film “300“. Dylan Argentieri, di anni 22, è una delle frecce più affilate nell’arco offensivo di mister Antonio Ferronato. Di lui i dirigenti del Montorio Calcio si erano innamorati osservandolo in Coppa Veneto con la maglia dello Zevio: “Questo dobbiamo portarlo a casa”. E così fu. Domenica scorsa Dylan è tornato al gol e contro l’Illasi avrà tutto il peso dell’attacco sulle spalle.

Dylan, partiamo dal gol. Sei tornato a segnare, eri a secco da dicembre.

Per un attaccante fare gol è fondamentale, sono felice e mi dispiace solo che il pallonetto che avevo fatto al portiere poco prima sia rimasto sulla linea a causa del fango. Sarebbero stati due… mi rifarò. Sto bene, contro l’Avesa ho causato entrambi i calci di rigore, ho trovato buoni movimenti e ora mi sento pronto per aiutare la squadra in questa fase decisiva del campionato.

Capitan Caputi ti ha lasciato calciare il rigore anziché provare a rifarsi dopo l’errore sul primo penalty.

Sì, è stato bello da parte sua. Ha visto che ero sicuro, ha voluto darmi fiducia. Tornavo titolare dopo un mese e lui ha fatto questo bel gesto. Per me Alessandro è un riferimento, dal punto di vista tecnico è il nostro giocatore di miglior talento e poi è anche una brava persona: mi ha aiutato molto nei momenti di difficoltà che quest’anno non sono mancati.

Domenica contro l’Illasi “el Diez” sarà squalificato, mentre Marcolini non sarà disponibile. Sarai solo contro tutti… tipico di uno spartano.

Sono sereno, la pressione mi carica. Contro l’Illasi sappiamo che sarà una partita delicata: all’andata ci hanno messo in difficoltà in casa e alla fine hanno vinto 1-0. Quando ero arrivato a Montorio la pressione e le aspettative che c’erano su di me mi hanno condizionato, non lo nascondo. Ora che ho ritrovato il campo e il gol sono pronto a non fermarmi più, già da domenica. Non so che modulo adotterà il mister, a me non importa, il mio lavoro è trovare gli spazi e tagliare verso la porta sfruttando la mia caratteristica principale, la velocità.

Il girone di andata non è stato semplice per te.

No, non mi riuscivano le cose più semplici, prendevo troppi cartellini e sapevo che tutti si aspettavano moltissimo da me. Ora credo di essere più a mio agio, mi sono ambientato e so gestire la pressione.

Giovanili: Caldiero, Colognola, Hellas Verona. Poi Virtus (Serie D), Castelnuovo (Eccellenza) e Zevio (Promozione). E oggi il Montorio. 

Mi sono divertito parecchio grazie al calcio… ricordo le finali dei Giovanissimi Nazionali con l’Hellas: siamo usciti agli Ottavi contro l’Inter ma ero riuscito a segnare sia ai nerazzurri che al Torino il turno precedente, all’andata e al ritorno.

E poi il 100% Montorio ha preso anche te.

Sì, sento molto il senso di appartenenza a questa società. C’è calore umano, se qualcosa non va o ci sono difficoltà si parla a viso aperto, credo sia questo il segreto. Sento di appartenere a qualcosa di importante.

Incursione nello spogliatoio: con chi hai legato di più e chi è il più casinista?

Con Alberto Velli siamo molto amici perché ci conosciamo da tanti anni, ma mi trovo benissimo con tutti. Quello che fa più casino in spogliatoio è Alessandro Corso, coadiuvato da Marcolini e Confetti… sono un bel trio!

Il Montorio merita i playoff o ci sono squadre più attrezzate?

La risposta non può che essere sì, certamente li merita. Abbiamo avuto molti problemi, anche in infermeria. Non siamo inferiori a squadre come Arbizzano e Juventina, che cito perché le reputo le migliori; abbiamo solamente meno esperienza perché siamo tutti giovani e a volte ciò può essere un limite, ma la società ha avviato un nuovo ciclo che darà i suoi frutti nel lungo periodo. La classifica non è lunghissima, basta un filotto di vittorie per mettere tutto in discussione, e basta qualche sconfitta per compromettere la situazione. Bisogna essere sereni ma concentrati.

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