La ragazza di Pechino ………………….di Roberto Buttura

31 Marzo 2015
Non so a quante persone il nome di Samia Yusuf Omar possa dire qualcosa.

E’ una ragazza somala di Mogadiscio, terra che vive da quasi trent’anni in una guerra civile permanente che non ha pietà per nessuno, che ha ucciso e sta uccidendo ancora bambine e bambini, donne e donne inermi. Ha cinque fratelli e suo padre è morto ucciso disarmato in un conflitto a fuoco.

Samia vive lì, nella violenza e nel terrore, ma con un sogno in testa e nel cuore: diventare la donna più veloce di Somalia e, perché no, del mondo.

Fin da ragazzina, corre con il suo amico Alì, e vince le prime gare. Cresce, trova un allenatore come lo si può trovare in una terra così tormentata, si allena nel vecchio e disastrato stadio di Mogadiscio, vince tutte le gare a cui partecipa in terra somala.

In un periodo di tregua della guerra civile, il Comitato olimpico somalo decide di partecipare alle Olimpiadi di Pechino, la delegazione è formata da due atleti, una dei due è Samia. Ha 17 anni e corona il suo sogno: correre in una competizione olimpica.

Nella batteria dei 200 metri alla quale partecipa in seconda corsia giunge ottava e/o ultima con il tempo di 32’’16, lontanissima dalle altre applaudita dal pubblico che istintivamente capisce il significato della prova di Samia.

Torna in Somalia, sconvolta nuovamente dalla guerra, tenta di espatriare verso l’Europa per inseguire il suo sogno di gazzella e partecipare alle Olimpiadi di Londra 2012. Viaggia clandestinamente attraversando Etiopia, Sudan e Libia, nell’aprile 2012 tenta di arrivare in Italia su un barcone che si rovescia, Samia annega come è accaduto a migliaia di persone prima e dopo di lei. Il Mediterraneo è un cimitero d’acqua.

Samia è anch’ella un simbolo dell’anelito dell’uomo dell’umanità a inseguire il proprio sogno di migliorare la propria condizione.

Anche a Lei come a tutti Voi va il nostro augurio di Buona Pasqua.

Roberto

Per approfondire:

www.youtube.com/watch?v#108A8CE

www.polobianciardigross#108A48C

Giuseppe Catozzella Non dirmi che hai paura   Feltrinelli

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