Lorenzo Peroni: «La prima squadra e gli Juniores Elite saranno supportate da uno staff di assoluto livello”

13 Agosto 2019

Estate molto laboriosa nella sede del Montorio FC in Via dei Cedri. Come ogni tardo pomeriggio sempre pieno di sole, caldo ed umidità, nell’ultima stanza a destra ci sono dirigenti che discutono riguardo alla gestione dell’impianto e sui nuovi gironi della squadra Promozione e Juniores Elite. Fra di loro c’è anche il Presidente Peroni al quale chiediamo la sua opinione senza successo però, perché dirotta subito la risposta su altro argomento: la nuova maglia.

«Io e Marco Hrabar» racconta «ci siamo messi a pensare come poter fare la nuova divisa del Montorio FC 2019/20. Come due bambini, siamo rimasti tutto un sabato mattina di giugno in studio a guardare come erano le maglie bianconeroverdi di tutte le squadre d’Europa. Infine, presi degli spunti qua e là, abbiamo cominciato a disegnare. L’arte grafica di Marco poi ha concepito il disegno della maglia, che a nostro avviso è bellissimo, e dei pantaloncini, forse ancora più belli. La seconda maglia, quest’anno completamente bianca con qualche piccolissimo inserto bianconeroverde, è altresì a nostro avviso spettacolare».

Presidente, cambia la maglia, ma non dovrà mai cambiare l’attaccamento ad un simbolo da portare con orgoglio, rispetto e attaccamento.

«La maglia, anche quando giocavo, aveva per me un significato particolare. A casa ho ancora una copia di tutte quelle che ho indossato durante la mia carriera di calciatore, ed ogni tanto me le guardo orgoglioso. Lo scorso anno, prima di proporre il progetto della personalizzazione delle maglie e dei numeri cambiando grafica ogni stagione, abbiamo ragionato molto. Abbiamo scoperto che, oltre a questioni pratiche, questa scelta aiuta i ragazzi ad affezionarsi maggiormente ai nostri colori. Fin dalla fondazione della società, nel 2006, riguardo alla maglia c’è stata sempre molta attenzione».

Una maglia da indossare nel prossimo campionato di Promozione. Chi vede favorito?

«Bene o male sapevamo quali fossero le nostre avversarie. Credo che la favorita per la vittoria finale sia il San Giovanni Lupatoto, una nobile squadra retrocessa che è abituata a fare sempre campionati di vertice».

Più di Albaronco, Aurora Veronella e Mozzecane, magari sulla carta meglio attrezzate?

Ultimamente abbiamo visto che spesso non vincono mai le squadre favorite, e queste squadre hanno cambiato molto. Se riusciranno a partire bene, potranno sicuramente a farcela, ma se non fosse cosi, la vedo dura dura. L’Atletico Cerea dello scorso campionato insegna.

Come vede la nostra squadra in questo campionato?

«Se devo essere sincero, non ho ancora un’idea chiara. È una categoria che non abbiamo mai fatto e che non conosciamo. L’esperienza ci insegna che dovremo essere tutti umili, e darci una mano reciprocamente come in una grande famiglia. Questa è la nostra impostazione societaria, che corrisponde alla nostra natura, e che ci aiuterà ad uscire dalle situazioni complicate che sicuramente non mancheranno. Per adesso però vedo tantissimo entusiasmo, e questo mi rallegra molto».

Grazie al supporto di persone esperte…

«Questa è stata la prima cosa fatta dopo la vittoria del campionato. Insieme all’anima societaria, il direttore sportivo Stefano Menini, ci siamo subito guardati attorno per vedere come supportare al meglio la prima squadra e gli Juniores Elite. Da soli sarebbe stato impossibile gestire due campionati così difficili, per questo potremo contare sul prezioso apporto di Mario Campedelli, con il quale condivido una lunga conoscenza di campo ed un grande affiatamento caratteriale. Ha una conoscenza approfondita del calcio e, a San Martino, ha svolto tutti i ruoli che girano attorno alla prima squadra, compreso quello di allenatore con ottimi risultati. Il suo supporto e la sua presenza saranno utili ed indispensabili agli staff delle due squadre. Inoltre il ritorno del “Ciacio” Barana lo scorso anno, ha ulteriormente arricchito la qualità dello staff dirigenziale della società. Come ho detto a molti, sarebbe stato un peccato sprecare un “carico da 11” del genere in panchina. Orazio ha metodo, modo di esprimersi, personalità e conoscenza tali da poter svolgere alla perfezione il ruolo di direttore generale di questo settore, e gode della mia completa fiducia».

Sarà un anno importante anche per la Juniores Elite, cosa si aspetta?

«Negli ultimi tre anni di juniores regionali abbiamo fatto rispettivamente un secondo, quarto e terzo posto. Quest’anno, prima di fare la domanda di ripescaggio, abbiamo meditato molto. L’ammissione per crediti societari era quasi scontata. Ritenevamo che affrontare due campionati nuovi per la società come la Promozione e l’Elite fosse complicato. Pero poi l’ambizione ha prevalso. Alla guida di questa squadra c’è un mio grande amico, Michele Rossi, tecnico esperto, neopatentato Uefa B, che però non ha mai svolto incarichi con squadre maggiori. Il campionato sarà difficile ed impegnativo perché ci vedrà affrontare club veneti titolatissimi, mettendoci alla prova con non poca pressione. Sono però certo che l’esperienza di Michele e del suo secondo Faccincani, unitamente all’appoggio dei validi collaboratori menzionati precedentemente e dall’espertissimo dirigente Nelvio “Pepita” Corsi, se la saprà cavare. Anche per Michele ed il suo staff l’umiltà ed il confronto dovrà essere di primaria importanza».

Quindi presidente, con queste figure che lo hanno in parte sostituito, lei cosa farà?

«Ora sto organizzando la 15^ edizione del NICO NEL CUORE che quest’anno vedrà la presenza di 5 top club internazionali di primo livello come Chelsea , Liverpool, Bayern Monaco, Atletico Madrid e Benfica, oltre alle italiane sempre presenti. E poi sto lavorando in maniera quasi totale sulla ristrutturazione del campo di allenamento, cercando di reperire i fondi necessari nei vari bandi europei, regionali e statali. Devo dire però che sono abbastanza soddisfatto e» conclude «a breve avrete nuove notizie in tal senso».

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