Maldini e Scirea: stile, eleganza e sportività, di Roberto Buttura

1 Dicembre 2016

Cesare Maldini e Gaetano Scirea, due grandi campioni che in campo hanno rivestito il medesimo ruolo di libero (che oggi non esiste più) e hanno rappresentano il meglio in fatto di stile, eleganza e sportività, di un calcio che non c’è più.

Cesare Maldini giocò in serie A dal 1953 al 1967, una carriera lunghissima, specialmente per allora. Le sue squadre furono per due campionati la Triestina (la squadra di Trieste dov’era nato), per dodici il Milan (dove diventò il campione che era) e per una annata il Torino, dove chiuse la sua straordinaria carriera. Poi diventò allenatore guidando, tra l’altro, anche la Nazionale italiana. È andato a giocare sui campi del cielo pochi mesi fa, il 3 aprile, seguito dopo breve tempo dalla moglie Marisa. Coppia affiatatissima, hanno avuto sei figli, tra i quali è conosciutissimo Paolo, che ha avuto una carriera lunghissima analoga a quella del padre.

Gaetano Scirea, nato l’anno in cui Cesare Maldini debuttava in serie A con Nereo Rocco, ebbe una carriera altrettanto lunga, dal 1972 al 1988, debuttando e giocando due campionati nell’Atalanta dove lui, ragazzino milanese, si era fatto le ossa, e continuando e finendo la sua prestigiosa carriera nella Juventus, in cui al ritiro intraprese l’attività di allenatore e di osservatore. Proprio in questa veste Scirea, nel 1989 a 36 anni, morì in un drammatico incidente stradale in Polonia, dove era andato per visionare la squadra prossima avversaria in una gara dell’allora Coppa Uefa.

Entrambi vinsero scudetti e coppe; Gaetano Scirea è stato, con i suoi compagni, meritato Campione del Mondo con la Nazionale italiana a Spagna 1982.

Ma scrivo queste poche righe non per celebrare gli atleti ma gli uomini che sono stati. Dotati ambedue di uno stile e di un’eleganza inconfondibili nel giocare e nel correre, furono riconosciuti campioni di sportività dai compagni, dagli avversari e dal mondo sportivo. Penso non siano mai stati espulsi. Scevri da atteggiamenti provocatori o sopra le righe, entrambi capitani delle loro squadre, erano pronti a intervenire in caso di bisogno per rasserenare gli animi. A Gaetano Scirea è intitolata la Coppa Disciplina per gli spettatori più corretti, più volte attribuita alla tifoseria del ChievoVerona.

Due galantuomini insomma, che hanno onorato e onorano il calcio e il cui ricordo va sempre mantenuto vivo, specialmente alle giovani generazioni che attraverso lo sport si affacciano alla vita.

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