Michele Rossi: «Il bilancio per i 2006 è finora positivo. Conoscere il calcio per me è una necessità, così come insegnarlo bene ai ragazzi»

22 Gennaio 2019

In attesa di iniziare il campionato, il mister dei 2006 Michele Rossi traccia un bilancio della prima parte della stagione dei nostri ragazzi, impegnati in questo periodo in una serie di partite amichevoli. «Riguardo al campionato invernale appena disputato» esordisce «il bilancio è sicuramente positivo. Il nostro obiettivo primario era creare un buon gruppo, mettendo in primo piano dei valori importanti, come l’amicizia e il saper stare insieme, imparando una disciplina nella quale è importante educare i ragazzi, ad esempio rispettando gli avversari. Ovviamente» prosegue «non possiamo dimenticarci del calcio giocato, infatti per noi la tecnica individuale è un fattore fondamentale. Il nostro compito è quello di fornire ai ragazzi un bagaglio tecnico che possa loro permettere di giocare in futuro con qualsiasi allenatore, ognuno mettendo in luce il proprio DNA calcistico». E la risposta al mister è data ovviamente dal campo, riuscendo a capire quali traguardi sono stati raggiunti e su quali invece si dovrà ancora lavorare. «I ragazzi dovranno riuscire a saper gestire al meglio la palla, sia quando l’hanno tra i piedi sia quando la devono condividere con i compagni. Il tutto senza trascurare i movimenti con o senza palla, che permettono di giocare in gruppo nel miglior modo possibile». Un gruppo che si sta dimostrando essere sulla strada giusta per una crescita completa. «È il secondo anno che alleno questi ragazzi, e sono soddisfatto di quello che hanno fatto finora» sottolinea Rossi «così come sono contento del gruppo di genitori che li segue, una cosa non da poco, visto che spesso è come avere un’altra squadra da allenare. Invece» aggiunge «si è formato un bel gruppo, che condivide ogni cosa e che affronta al meglio i vari sacrifici che comportano un impegno del genere». La prima parte della stagione si è dunque chiusa positivamente per il mister Rossi, recentemente patentato allenatore Uefa B, un importante traguardo per un continuo percorso anche di crescita individuale. «Il mio obiettivo è riuscire a riversare la professionalità che ho acquisito sui ragazzi. Per me era una necessità conoscere maggiormente quel calcio che ho giocato fin quando il fiato me l’ha permesso, aggiungendo però anche la parte scientifica, con la metodologia della preparazione, la pedagogia, la psicologia e tutti gli altri aspetti che magari percepisci ma non riesci a dominare in maniera completa. È stata una bella esperienza, anche se molto impegnativa ma, come tutte le cose» conclude «per ottenere delle soddisfazioni ci vuole sempre sacrificio».

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