Rino Sestan: «Il mio calcio? Onestà, educazione, impegno e… tanta passione!»

29 Luglio 2018

Rino era un predestinato. Già da quando indossava la maglia numero 4 nella squadra degli Juniores in Croazia, guidava i compagni in campo dettando i tempi di gioco, distinguendosi soprattutto per il suo esemplare comportamento. Dopo una positiva esperienza passata, Rino ritorna quest’anno al Montorio Calcio per guidare gli allievi regionali, con l’obiettivo di fare un buon campionato, ma anche con il chiaro intento di trasmettere a tutti noi, i valori che lo hanno portato a distinguersi positivamente nel mondo del calcio.

«Quattro anni fa» esordisce «ero venuto a Montorio per allenare gli allievi regionali, riuscendo a centrare la salvezza. Ora» prosegue «ritorno volentieri ad allenare la stessa categoria, e di questo ne sono molto contento, perché significa che la società è stata contenta di quello che avevo fatto, lasciando un buon ricordo».

Rino torna a Montorio per allenare, ma soprattutto per un altro importante motivo che lui stesso spiega.

«Il mio intento è quello di dare un importante input alla società e ai ragazzi che ne fanno parte. Nel calcio» sottolinea «è fondamentale mantenere un comportamento esemplare. Spesso infatti, c’è poco rispetto, non solo in campo ma anche in tribuna, dove dirigenti e genitori non hanno un comportamento esemplare. Per questo» aggiunge «ho deciso di far mettere in pratica alcune regole fondamentali, che dovranno far distinguere positivamente una realtà sempre più in crescita come è il Montorio Calcio».

Su quali regole si basa dunque l’idea di Rino?

«Bisogna adottare un linguaggio adeguato, rispettare i compagni, gli avversari e le strutture. Ognuno di noi deve diventare un esempio per gli altri. Ed i primi dovremo essere noi allenatori e dirigenti. Solo così potremo pretendere dai ragazzi di seguire queste poche ma importantissime regole».

In campo e fuori dal campo.

«Lo sport è onestà. Con se stessi e con gli altri, anche fuori dal campo, mantenendo ad esempio una corretta alimentazione e non fumando. Lo sport può essere una scuola di vita, a patto che si viva seguendo le regole che ho appena citato. Si può imparare sempre ed in ogni momento arricchirsi continuando a crescere. Il sindaco di Amatrice, Sergio Pirozzi, che è anche un allenatore di calcio, ha detto una frase che, a mio avviso, ognuno dovrebbe far sua. “Io non perdo mai: o vinco o imparo”. Se così faremo, con alla base tanto lavoro e tanto impegno, sicuramente potremo essere soddisfatti e magari raggiungere ottimi risultati».

Questo è dunque il calcio di Rino Sestan. Un calcio fatto di questi valori, da lui sempre messi davanti a tutto e che, da quando è arrivato a Lugo dalla Croazia 25 anni fa, ha sempre cercato di trasmettere. Lui che da giovane si è sempre caricato la squadra sulle spalle, per guidarla e riuscendo anche a segnare dei gol, uno di questi rimasto indimenticabile.

«Quando giocavo in Istria ho sempre fatto tutto con tanta passione. Ricordo un’amichevole contro una squadra di categoria. Ero a circa 25 metri dalla porta e ho sorpreso il portiere con un tiro imparabile. Non lo dimenticherò mai però, più che fare gol, a me piaceva soprattutto dettare i tempi di gioco. Già al tempo mi sentivo un allenatore in campo e» conclude «un punto di riferimento per i compagni».

 

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