Sofia Meneghini, dal Montorio alla Nazionale

4 Maggio 2016

Sofia Meneghini è la protagonista di una di quelle storie da raccontare ai bambini. È la storia di una di loro, di una bambina, che con determinazione realizza i propri sogni alla faccia degli stereotipi e dei pregiudizi. Sofia è una ragazza di cui il Montorio Calcio va orgoglioso.

Sofia, è qui che hai cominciato, in Via dei Cedri, con i colori del Progetto X Gioco del Montorio Calcio.

Sono ricordi molto belli e felici perché ero molto legata alla squadra, ai miei compagni. All’epoca ero piccolissima, giocavo ancora nella formazione mista, per me era puro divertimento, oggi il calcio è qualcosa di più. Fino ad undici anni sono rimasta qui, prima di passare all’Arcobaleno Bardolino che poi è confluito nella mia attuale società, l’Agsm Verona Femminile, dove gioco nella formazione Primavera.

E da Verona sei stata chiamata in Nazionale. È la prima volta per un’atleta del nostro Settore Giovanile.

Sì, ero già stata a Coverciano con la Nazionale per gli allenamenti e per le riunioni tecniche. Il Torneo delle Nazioni di Gradisca è stata la mia vera prima convocazione. Il torneo era diviso in due gironi: Italia, Iran e Stati Uniti e Messico, Francia e Inghilterra.

E mercoledì 27 aprile…

Il giorno del mio debutto! Giocavamo contro l’Iran, contro giocatrici piene di orgoglio che ci tenevano a dimostrare tutta la loro emancipazione e la loro voglia di esprimersi nel calcio. Ho giocato titolare tutto il match nel mio ruolo, centrale difensiva. Abbiamo vinto 2-0!

Prima dell’Iran avevate già vinto 1-0 contro gli Stati Uniti  e poi siete andate in finale contro la Francia.

Si, 0-0 per tutto il match ma nel secondo tempo supplementare hanno segnato e si sono aggiudicate il torneo… peccato!

Che sensazione hai provato ad indossare i colori della tua Nazione?

Non so spiegarlo. Una cosa troppo grande. Già alla fine della riunione tecnica, quando ti danno il kit che indosserai per il match, avverti una grande responsabilità e al tempo stesso un grande onore.

Come ti sei trovata in gruppo?

Sono arrivata tra ragazze che sono insieme da un po’, ma mi sono subito integrata e ho già nostalgia.

Papà con un passato nelle giovanili del Verona, mamma e sorelle che ti seguono sempre… com’è la Sofia di ogni giorno?

Semplicissima! Studio al liceo scientifico sportivo Galileo Galilei. Alla fine del mio percorso vorrei studiare Scienze Motorie. Per adesso nella mia testa c’è solo il calcio… il mio obiettivo è riuscire a debuttare presto nella Prima Squadra dell’Agsm.

Il calcio femminile in Italia.

Molto indietro, sia per chi guarda che per chi gioca. Manca la giusta mentalità, c’è bisogno ancora di tanto lavoro sulle menti.

Il calcio è un gioco da uomini.

Capita spesso che me lo dicano. Non rispondo perché chi dice ciò non merita risposta.

Ma lo ha detto Mihajlovic!

Dovrebbe spiegarmi in base a cosa le donne non dovrebbero occuparsi di calcio.

I tuoi riferimenti sportivi?

Seguo poco quello maschile. Nel femminile ammiro molto Federica Di Criscio, che ho conosciuto quando si è occupata degli Esordienti, e Melania Gabbiadini: una grande calciatrice, ci mette sempre cuore e gambe, per me è un esempio.

Prossimi impegni?

A fine giugno ci saranno le convocazioni per la nuova Under 17. Speriamo di essere convocata!

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