Spazio interviste: Andrea Lenotti

23 Settembre 2016

Che prima di iniziare con il calcio (attorno ai 12 anni) abbia fatto nuoto per oltre sei anni si nota quando parte sulla fascia sinistra muovendo le braccia come se fosse impegnato in uno stile libero in olimpionica. E anche i polmoni e le gambe tradiscono il grande vantaggio aerobico che il nuoto porta con sé. Andrea Lenotti se oggi non facesse su e giù sulla fascia del Montorio Calcio forse sarebbe in una bella piscina, e invece lavora in banca, corre dietro ad un pallone, va in palestra e dopo le superiori ha anche smesso di fumare.

Anche tu come il tuo amico Menini sei “made in Montorio”?

Sì, con Luca tra l’altro c’è un rapporto fantastico, abbiamo sempre giocato insieme. Ho iniziato relativamente tardi, dai Giovanissimi, e poi ho fatto tutta la trafila fino alla Prima Squadra, dove sono arrivato in pianta stabile nell’anno della Prima Categoria. 

Con Menini avete vinto un titolo Juniores provinciale, ricordi ancora le emozioni?

Sono le cose che ti rimangono per sempre, eravamo a Trevenzuolo, ricordo tutto. Le persone con cui condividi queste cose poi rimangono per forza nella tua vita…

Come vivi la vita da giovane bancario di giorno ed esterno del Montorio di notte?

Il calcio non è il mio lavoro e gioco esclusivamente per divertirmi, senza altri fini, senza la necessità di vincere a tutti i costi. Da quando lavoro in banca anche sul campo sono migliorato molto: ho imparato a prendermi delle responsabilità, a risolvere problemi, a impostare e a mettere in atto delle strategie, tattiche e di lavoro. Un lavoro così delicato ti aiuta a meditare prima di agire.

Dopo un ritiro estivo, i match del Trofeo Veneto e le prime due di campionato che valutazione puoi dare del Montorio 2016/2017?

Credo che in definitiva la squadra si sia rafforzata. Sono arrivati calciatori esperti come Zago e De Santis, e molti juniores talentuosi che hanno portato allegria e voglia di battersi per una maglia da titolare che con mister Turozzi non è mai certa. Se poi penso che con gli altri veterani come capitan Caputi e Corso il rapporto si è anche rafforzato direi che ci sono le basi per fare meglio dello scorso anno, quello deve essere il nostro obiettivo.

Quest’anno il Montorio se la vedrà con le vicentine del Girone C.

Credo sia un girone davvero competitivo, dove anche le formazioni meno attrezzate possono farti perdere punti importanti. Temo molto l’Illasi, dove gioca il nostro ex compagno Ala, e il Real Monteforte.

In tutti questi anni non hai mai avuto voglia di cambiare aria per cercare nuovi stimoli?

No, mai, e ad essere onesti non ho mai saputo di squadre che erano interessate a me. Io non credo di essere così forte, credo la mia dimensione sia quella del Montorio, una società seria e molto ambiziosa, ma soprattutto la società del mio paese. Sto benissimo qui, dove ho iniziato e dove vorrei finire.

Domenica arriva l’Edera Veronetta. Che partita ti aspetti?

Non conosco i calciatori dell’Edera, so che hanno cambiato molto in società e che vorranno ben figurare in un girone così difficile. Nei primi due match ha subito molti gol, ma non bisogna mai fare l’errore di sottovalutare una squadra che può sembrare in crisi: i punti persi in questi casi pesano il doppio degli altri.

Ieri ultimo match del Trofeo Regione Veneto: Montorio subito fuori.

Sì, è un peccato perché potevamo fare meglio, però questo ci permetterà di pensare solo al campionato.

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