UNA NUOVA RUBRICA PER ROBERTO BUTTURA, UN MONTORIESE AL 100%………………………..

9 Marzo 2015

Intervista a Roberto Buttura, nato a san Massimo, cresciuto in Borgo Milano, residente a Montorio da 34 anni (ma lo frequenta dal 1969), quindi montoriese (quasi) al 100%, personalità politica veronese e veneta ora in pensione ma sempre attivo nelle iniziative sociali e di beneficenza.

Ciao Roberto, benvenuto sul nostro nuovo portale.

  1. Tutti abbiamo guardato ed apprezzato il tuo lavoro da poco pubblicato su www.montorioveronese.it relativo alla nostra centenaria compaesana Maestra Alda Pizzini. Cosa ha ispirato il tuo lavoro?

Nel maggio scorso, mia moglie ed io abbiamo incontrato la Maestra in piazza. Era appena uscita dalla pasticceria dove ogni domenica va a acquistare le sue tre pastine. Mi hanno colpito la sua lucidità e la sua grazia. Non sapevo quanti anni avesse e sono rimasto sorpreso quanto ci ha detto che è nata il 30 maggio 1915. Andando verso casa abbiamo pensato che era un peccato non recuperare la memoria della sua vita e di avvenimenti che vale la pena fissare nel ricordo. Flavio Zumerle ha accettato di buon grado, come al solito, di fare l’operatore con la sua videocamera e un sabato pomeriggio abbiamo registrato per circa due ore e mezzo. Poi c’è stato il lavoro di ricerca e di montaggio e infine il filmato, con la gentile collaborazione dei ragazzi di montorioveronese.it, è stato presentato in Sala civica, naturalmente alla presenza della Maestra e di parecchi suoi allievi. E’ stata veramente una bella esperienza che sarebbe da ripetere con altre persone perché la memoria nel momento in cui viene recuperata diventa nuovamente viva e presente.

       2.  Come puoi descrivere in poche righe il tuo passato come uomo politico e la tua maturata esperienza di lavoro e di uomo.

Fin da ragazzo ero affascinato dalla politica come passione civile. Ho avuto varie esperienze lavorative come operaio e ho cominciato ad interessarmi di problemi sindacali, poi con una grande colpo di fortuna (e su questo so che non sarò creduto…) sono entrato in Cassa di Risparmio come impiegato e ho continuato a interessarmi per un po’ di sindacato. Nel 1974 ho maturato la convinzione di aderire al partito (a cui nonostante le traversie sono ancora iscritto) i cui valori, ideali e programmi erano sono coerenti con quelli che sentivo e sento dentro di me. Sono stato impegnato per circa trent’anni, all’inizio per sei solo all’interno del partito, poi anche come pubblico amministratore, non pensando mai di arrivare a ricoprire incarichi di cui poi sono stato onorato. L’ho fatto con dedizione e spirito di servizio e a chi mi chiedeva e chiede un giudizio sul mio operato, ho sempre risposto e rispondo che nelle istituzioni non esistono (o non esistevano) uomini soli al comando perché ciò che viene deciso e attuato è (o era) il frutto di confronti e dibattiti collettivi, per cui il giudizio lo davano (e lo danno) i cittadini e/0 gli elettori.

     3. Attualmente nella tua veste di Presidente del Centro per i Diritti del Malato di cosa ti occupi.

Il Centro per i Diritti del Malato è un’associazione di volontariato sorta nel 1985 che si occupa della salvaguardia e miglioramento del Servizio Sanitario Nazionale, segnalando su stimolo dei cittadini i disservizi di carattere generale e/o personale e quanto non funziona nella sanità e nei servizi sociali pubblici e privati e operando, con successi e amarezze, affinché vengano eliminati.

4. Ci descrivi inoltre l’iniziativa che con tua moglie Giovanna portate avanti relativamente alla”Casa di Tommaso” di Batumi, al “Centro dei Ragazzi” e al “Consultorio familiare” di Kutaisi in Georgia. 

Cerchiamo di sostenere attraverso una raccolta fondi annuale queste realtà, sorte per iniziativa della Caritas Georgia, che si prodigano in favore di ragazze e ragazzi che vivono in una società politicamente, socialmente e civilmente di grande difficoltà, stando attenti a quanto affermava Gino Bartali, che ne fece tanto in tempi ben più bui rispetto ai nostri, “Il bene si fa e non si dice”.

5. So che ami le citazioni e di sovente ne inserisci a piè di pagina nelle email che scambi con i tuoi amici. Sempre queste email si riferiscono all’argomento trattato e sono uno stimolo alla riflessione. Una cosa che mi intriga molto! Prendo l’occasione per chiederti di commentare questa di John Fitzgerald Kennedy….”Non chiedere cosa il tuo paese può fare per te, ma piuttosto cosa tu puoi fare per il tuo paese””…

Non c’è bisogno di commentarla, basta leggerla attentamente…

      6. Sull’ultimo Notiziario tecnico della Federazione Giuoco Calcio l’anziano è famoso giornalista sportivo Roberto Beccantini  sostiene, parlando ai Dirigenti addetti ai lavori, che “… più la società è piccola (come dimensioni, categoria di appartenenza, ecc.), più ci sarà l’esigenza di trovare spazio, su internet e sui giornali. Non dico di non badare a spese: dico, semplicemente, di non considerarlo un qualcosa di periferico, di riempitivo, di seccante. Al contrario….”.

Internet, nel bene e nel male, ha rivoluzionato la vita anche quella associativa, dando corpo al pericolo paventato da alcuni che l’internettiano pensi che la vita si esaurisca nel suo pc o nel suo dispositivo. Beccantini suggerisce di considerare Internet e giornali come un mezzo per comunicare positivamente utilizzandolo come ulteriore mezzo di valorizzazione associativa e non si sbaglia…

7.  A questo proposito vorremmo proporti di partecipare alla redazione del nostro portale con una “rubrica”, tutta tua, dove poter esprimere le opinioni e pensieri sul nostro mondo sportivo e tutto ciò che ci circonda, nell’ottica della valorizzazione del nostro ruolo sociale e del nostro magnifico e suggestivo territorio.  Cosa ne dici?

E’ un impegno che mi assumo volentieri…

 

Ti ringrazio di cuore a nome di tutto il nostro sodalizio.

100% Montorio

Lorenzo

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